Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Perché ti interessi a me?

Canto iniziale: Ai bordi del cuore

Rt 2,4-13

Proprio in quel mentre Booz arrivava da Betlemme. Egli disse ai mietitori: «Il Signore sia con voi!». Ed essi gli risposero: «Ti benedica il Signore!». Booz disse al sovrintendente dei mietitori: «Di chi è questa giovane?». Il sovrintendente dei mietitori rispose: «È una giovane moabita, quella tornata con Noemi dai campi di Moab. Ha detto di voler spigolare e raccogliere tra i covoni dietro ai mietitori. È venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora. Solo adesso si è un poco seduta in casa». Allora Booz disse a Rut: «Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare in un altro campo. Non allontanarti di qui e sta’ insieme alle mie serve. Tieni d’occhio il campo dove mietono e cammina dietro a loro. Ho lasciato detto ai servi di non molestarti. Quando avrai sete, va’ a bere dagli orci ciò che i servi hanno attinto». Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: «Io sono una straniera: perché sono entrata nelle tue grazie e tu ti interessi di me?». Booz le rispose: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso gente che prima non conoscevi. Il Signore ti ripaghi questa tua buona azione e sia davvero piena per te la ricompensa da parte del Signore, Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti». Ella soggiunse: «Possa rimanere nelle tue grazie, mio signore! Poiché tu mi hai consolato e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave».

Commento

Booz è una persona importante e altolocata, ma non impone la propria presenza. Nel passo è presentato attraverso il modo di parlare.

Nella formula di saluto si vede come Booz frapponga il Signore fra se stesso e gli altri. Questo approccio gli consente di cogliere gli altri come persone e non come oggetti. È per questo motivo poi che non chiede come vada il lavoro, ma rivolge l’attenzione alle persone: di conseguenza si rende subito conto del fatto che c’è una persona in più.

Booz chiede informazioni sull’appartenenza di Rut, perché dall’appartenenza viene la dignità e vuole rendersi conto della provenienza della nuova arrivata.

Ancora, Booz viene presentato come un uomo pacato, attento e collaborativo, che si arricchisce dello contributo dei collaboratori, non è stravolto dalle cose che ha da fare né è pieno di sé.

Anche i tratti della natura e della storia di Rut vengono delineati nella presentazione del servo: è una donna straniera, è accostata a Noemi e questo aspetto la libera dal fatto che non si ritenesse opportuno tenere relazioni con i Moabiti. Rut è presentata anche come una lavoratrice instancabile.

Booz si rivolge a Rut con le parole dell’accoglienza: la fa entrare nella sua gente e nel suo campo, le dà fiducia, desidera che si senta accolta e vuole che anche gli altri la facciano sentire accolta. Per questo Booz si fa garante della donna presso i suoi servi, chiedendo il pieno rispetto, e si preoccupa che gli altri che gli sono vicini lavorino insieme e costruiscano relazioni positive.

Se Rut, come una vera israelita, sarà capace di stare con le altre giovani e di camminare dietro ai mietitori sarà pienamente accolta e potrà entrare nel popolo della promessa.

La riposta di Rut all’invito di Booz è caratterizzata da grande meraviglia. Rut ha una consapevolezza chiara e retta della propria situazione, che le permette di non essere schiava delle attese che può avere nei confronti degli altri, sa di essere fino in fondo straniera e sa bene di essere una povera, una vedova, senza diritti. Allo stesso tempo il fatto di essere generosa e impegnata non fa nascere in lei il pensiero di assecondare il bisogno di essere riconosciuta e apprezzata.

Rut infine è una donna forte, ma non si identifica con il proprio bisogno: non lascia neppure un piccolo spiraglio a vittimismo o alla seduzione. Questa consapevolezza di sé la rende interiormente libera e vera e la porta a meravigliarsi del bene che riceve.

Talvolta in noi l’attesa del riconoscimento ci rende schiavi delle attese e non ci permette di vedere invece che la nostra vita è graziosa e costellata di grazia. Se lasciamo da parte le pretese di stima e riconoscimento, possiamo aprirci alla grazia che ci raggiunge ogni giorno e ci libera.

Canto finale: Ai bordi del cuore

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